La Baia delle Ninfe Tra storia, mare e archeologia
Nelle acque del Golfo di Porto Conte, protetto dai forti venti dai promontori di Capo Caccia e Punta Giglio, ha inizo la storia catalana di Alghero.
Ma prima dei catalani ...
Nuragici, fenici, romani hanno solcato quei mari e abitato i suoi territori.
Territori dove le forme della natura si confondono con i segni di lontane e straordinarie civiltà.
Sulle acque della Baia si affaccia il Complesso Archeologico di Sant'Imbenia. Un grande Empòrion del Mediterraneo, un grande sito di scambi e commerci con botteghe artigianali specializzate. Qui, recenti scavi, hanno portato alla luce la più antica piazza pubblica lastricata, precedente persino all'Agorà di Atene.
Così sulla stampa nazionale ed internazionale Sant'Imbenia diventa la prima «Wall Street» del Mediterraneo.
"La piazza è pubblica, non è uno spazio privato. A Sant'Imbenia si supera dunque il concetto di Villaggio e si inizia a delineare un nucleo urbano aperto all'esterno"
Un porto sicuro dove, per commerci e affari, vi approdano fenici e greci.
Poi i romani che, a testimonianza del loro periodo, hanno lasciato la Villa, detta appunto di Sant'Imbenia, che fu Residenza ma anche Villa rustica destinata allo sfruttamento delle risorse agricole e del mare.
Ed è nelle acque di queste terre, ancora oggetto di studi e scavi archeologici, che ha inizio la storia catalana di Alghero.
Era l'agosto del 1353 quando una flotta aragonese, composta da 45 galere, 5 navi e 4 navigli giunge nel Golfo di Porto Conte, pronta a dare battaglia ai Genovesi per conquistare la città di Alghero. Nelle acque della Baia si scontrarono più di 100 imbarcazioni fra stendardi aragonesi, veneziani e genovesi. La Casa d’Aragona, sostenuta dalla Repubblica di Venezia, ebbe la meglio costringendo gli algheresi ad aprire le porte della città alle truppe del Re. Ma gli Aragonesi, sicuri della loro vittoria, lasciarono solo una esigua guarnigione a difesa della Fortezza appena conquistata, troppo piccola per arrestare la ribellione degli abitanti che ripresero immediatamente il controllo della loro città.
Dopo questo primo mal riuscito tentativo di conquista da parte dei catalani, il sovrano aragonese Pietro IV il Cerimonioso si arma di tutto punto e giunge nella Rada di Alghero con più di 90 galere. La conquista non gli fu facile ma nel dicembre del 1354 Alghero diventa catalana. Espulsi tutti gli stranieri e i sardi che l’abitavano, la città venne ripopolata con genti provenienti dalla penisola iberica.
Inizia così la lunga storia de L'Alguer, Alghero nella lingua dei nuovi signori.
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