Nella Terra dei Giganti

Un viaggio tra storie, leggende e misteriose energie citate dal Filosofo Aristotele nella sua opera dedicata al Tempo

Siamo nella terra dei graniti, nella terra della Costa Smeralda e del buon vermentino. Siamo nella Gallura di Arzachena.

Una terra dai mille volti e contrasti, mondana e solitaria, dove i suoni, il glamour della costa smeralda si confondono con i silenziosi ritmi della vita agropastorale.

E se il mare cristallino, le spiagge vip, le atmosfere glamour sembrano farla da padrona, qui, c'è molto di più. 

Poco distante dal centro abitato di Arzachena si estende uno dei parchi archeologici più significativi dell'Isola. Sette luoghi da visitare per ricostruire una storia di oltre 6000 anni fa.

Un itinerario che si snoda dal Tempio Malchittu, al Nuraghe Albucciu passando per la vicina Tomba Moru, fino al Nuraghe La Prisgiona. Da qui percorrendo il Sentiero dei Giganti, un antico percorso di circa 1 Km che attraversa la Valle Capichera, si giunge alla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu e poi si prosegue verso la Necropoli di Li Muri e la Tomba dei Giganti di Li Lolghi.

Li Lolghi e Coddu Vecchiu rappresentano due delle più significative Tombe dei Giganti dell'Isola.

 
 

Dei Giganti perchè?

Così le ha battezzate la tradizione. Grandi, imponenti, lunghe spesso oltre i 10 metri, non potevano che ospitare dei "giganti". In realtà erano tombe destinante agli uomini più importanti della comunità, agli "eroi". 

Più lastroni di granito infissi nel terreno delimitano l'area semicircolare detta esedra. Era l'area destinata al culto.
Al centro la grande "Stele" dietro la quale si apre il corridoio che conduce al corpo della tomba. La Stele ospita la "falsa porta", un'apertura troppa piccola per essere attraversata, ma che sta lì, a simboleggiare il passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena. 

Luoghi di speciali energie che si dice siano fonti rigeneratrici per il corpo e lo spirito.

Ma come potevano gli uomini dei nuraghi, vissuti migliaia e migliaia di anni prima di Cristo, sentire quelle energie positive che quei luoghi sprigionavano?

Sarà in questi luoghi sacri che avveniva la pratica del sonno curativo, di quel sonno "fuori dal tempo" che permetteva di arrestare lo scorrere del tempo?
Quella condizione che accadeva, come scrive Aristotele nel libro IV della Fisica,  "a coloro che, in Sardegna, dormono presso le tombe degli eroi"?

Dove siamo…

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