Nell'Isola delle Torri di Pietra
Poco distante dal mare, dalle spiagge del Lazzaretto, delle Bombarde e di Mugoni, due luoghi ci raccontano le storie degli Uomini dei Nuraghi
Dal mare alla montagna, non c’è posto nell’isola che non ospiti un Nuraghe. Le maestose torri, solo quelle censite, sono circa 8000.
Ma pare che ben 20.000 ne siano state edificate.
Sono costruzioni imponenti, erette con grossi blocchi di pietra, che assolvevano a molteplici funzioni. I più complessi, quelli architettonicamente più articolati, erano le dimore dei Capi ma anche Fortezze difensive e centri politico-religiosi del villaggio che li circondava. Altri, più semplici, erano torri di avvistamento, vedette, edificate in punti strategici a presidio del territorio.
Alcuni parlano anche di monumentali tombe e di grandi luoghi di culto. In realtà ancora oggi un velo di mistero avvolge l’originaria e reale funzione di quelle imponenti torri così maestose e perfette, simbolo di una civiltà che ben conosceva le tecniche del costruire.
Una grande Civiltà, poi, improvvisamente scomparsa.
MA CHI ERANO GLI UOMINI DEI NURAGHI?
Antiche fonti egizie raccontano di un popolo che all’improvviso irrompe nella storia del Mediterraneo.
Era un popolo di guerrieri, di naviganti e abili commercianti che guidava la grande coalizione dei Popoli del Mare.
Un popolo tanto potente che Ramses II arruolò nella Guardia del Faraone ma che poi, insieme agli altri Popoli del Mare, intorno al 1200 a.C., decretò non solo la fine del grande regno egizio ma anche di quello ittita e miceneo.
Chi era quel popolo e cosa c’entra con i Sardi dei Nuraghi?
Sono gli Shardana, il Popolo del Mare che arrivava dal mezzo del Grande Verde.
Gli Shardana ...
solcavano i mari stringendo rapporti politici e commerciali con le altre genti del Mediterraneo e nella loro terra, l’isola delle eterne primavere, davano vita ad imponenti costruzioni di pietra. I Nuraghi.
Che gli Shardana siano i Sardi Nuragici è una questione che da anni, tanti anni, anima la discussione accademica e non solo.
Tante le tesi a favore della coincidenza Shardana-Nuragici e altrettante quelle contrarie.
Per l’archeologo Giovanni Ugas oramai è dato certo: i Nuragici erano gli Shardana o gli Shardana erano i Nuragici. La sostanza non cambia.
Lo racconta nel suo libro “Shardana e la Sardegna. I Popoli del Mare, gli alleati del Nord Africa e la fine dei grandi regni”
Della Civiltà nuragica (1800-500 a.C.) Alghero conserva esempi tra i più significativi dell’Isola. Sono il Villaggio di Sant'imbenia, affacciato sulle splendide acque della Baia di Porto Conte, e il Villaggio di Palmavera, ubicato sulla SS 127 bis, la strada che da Alghero conduce a Porto Conte.
Attualmente è fruibile solo il Complesso archeologico di Palmavera. Il Villaggio di Sant'Imbenia è ancora oggetto di studio.
Per continuare la lettura dell'area archeologica di Alghero vi consigliamo la visita al Museo Archeologico della Città ubicato nel centro storico, al numero 72 di via Carlo Alberto. Le sue sale propongono un racconto del territorio dal periodo proto-storico a quello romano, passando per il periodo nuragico e fenicio.
Interessanti reperti rinvenuti nel territorio di Alghero sono esposti nelle sale del Museo Nazionale G.A. Sanna di Sassari (via Roma 64)
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