Nella Valle dei Nuraghi

Compresa tra i territori di Torralba, Giave, Bonorva e Cheremule, La Valle dei Nuraghi è un’area del Meilogu densa di testimonianze nuragiche e pre-nuragiche.

È qui che sorgono il maestoso Nuraghe Santu Antine di Torralba, la splendida Domus di Sant'Andrea Priu di Bonorva, la Necropoli di Moseddu nel Parco dei Petroglifi di Cheremule e il Nuraghe Oes di Giave.

Torralba. Tra gli oltre 30 nuraghi che abitano il territorio di Torralba domina l'intera Valle la Reggia Nuragica di Santu Antine, una delle testimonianze più importanti, sia per dimensioni che per caratteristiche architettoniche, della Civiltà Nuragica.

Una fortezza-castello dove spicca la torre centrale a tre piani attorno alla quale si sviluppa l'imponente bastione di forma triangolare con altre tre torri. Attraversare i suoi spazi, percorrere i suoi corridoi è un suggestivo viaggio nel tempo per ascoltare le storie di un popolo fatto di grandi metallurghi, abili commercianti ed architetti artefici di costruzioni che ne testimoniano la loro straordinaria abilità nell'arte del costruire.

All'interno dell'area archeologica è possibile inoltre visitare il Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu.

A circa due km da Santu Antine, percorrendo la SP 21, sorge il Nuraghe Oes nel comune di Giave. Il suo territorio fa parte di quell’area della Sardegna nord-occidentale conosciuta anche come la “terra dei vulcani spenti” e riconosciuta come Monumento Naturale Protetto. Cinque crateri che occupano oltre ventimila metri quadri creando un insolito scenario meta di escursioni in ogni periodo dell’anno. Il più caratteristico dei crateri si erge nel territorio di Giave, è il monte Annaru-Pòddighe.

Anche il piccolo paesino di Cheremule sorge alle pendici di un vulcano spento, il Monte Cuccuruddu. Il suo territorio ospita il Parco dei Petroglifi, una delle più importanti collezioni di incisioni rupestri della Sardegna. All’interno del Parco si estende una delle più importanti Necropoli della Sardegna Occidentale, la Necropoli di Museddu.

Da Cheremule proseguiamo verso Bonorva per ascoltare i racconti delle Janas che un tempo abitavano la splendida domus di Sant'Andrea Priu

 
 

Bonorva. La Necropoli di Sant'Andrea Priu, ubicata sulla piana di Santa Lucia dove da antiche sorgenti sgorga una delle acque minerali frizzanti più rinomate dell'Isola, si articola in 18 tombe ipogeiche del tipo a domus de janas (3000-1800 a.C.) scavate nella trachite rossa. Databile intorno al  3000-1800 a.C., la domus  venne poi utilizzata in età romana e bizantina come luogo di culto. Testimonianza di questi periodi sono i bellissimi affreschi paleocristiani e i dipinti bizantini presenti in alcune stanze.  Nel 1313 fla "Tomba del Capo" fu riconsacrata e intitolata a Sant'Andrea.

La necropoli è dominata da un'insolita roccia chiamata dagli abitanti il "Campanile".
Ma intorno a questo grande masso granitico, che ricorda la figura di un Toro, ancora oggi esistono poche certezze.

Poco distante dall'area archeologica ci accoglie il piccolo paese di Bonorva dove un'altra storia, questa volta di gusto, ci attende. 
È la storia di un sapore lontano che ci racconta di uno dei pani quotidiani a sfoglia più antichi dell'isola, Su Tzichi.

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