Una Bottiglia di Vino? … Ma cosa dice?!

In un’Isola dove la terra si sposa con il mare e il sapore si concede alle onde

Sono racconti raccolti in bottiglia, sono storie di terra e di mare, di sapienti colture e di lontane culture, di vitigni e vignaioli che da sempre disegnano e raccontano il territorio di Sardegna con i loro vini.

E dentro le loro bottiglie i profumi, i sapori, lo spessore, le tradizioni e il piacere del “Terroir Sardegna”. 

Un “terroir” che dà vita a quei prodotti che da sempre abitano la “Tavola dei centenari”. 

La Tavola di un’Isola dove si vive 100 anni e più, la Tavola di una delle terre più longeve al mondo.

Quale è la formula?

Equipe di studiosi sono impegnati nella ricerca ma, se andiamo in giro per i piccoli paesi, gli anziani del posto non hanno dubbi: la “ricetta della longevità” è il mangiare bene e il bere meglio. I formaggi lavorati con le tecniche di una volta, le verdure dell’orto, la frutta degli alberi dietro casa, i profumi e le proprietà benefiche di quelle essenze mediterranee che crescono accarezzate dalla brezza marina e il buon vino, quello che racconta.

Si perché le bottiglie di quei vignaioli, per chi ha pazienza di ascoltarle, parlano. 

 
 

E raccontano di storie di terre in mezzo al mare, di venti che attraversano antiche vigne che sussurrano le parole raccontate dalle Janas (fate nella lingua sarda) e dai Giganti di pietra. Parole che custodiscono i segreti dei vitigni cresciuti nell’isola 3mila anni fa.

Perché i Fenici, grandi viticoltori, sono arrivati dopo. 

Sono approdati in un’Isola dove le sue genti, il popolo dei nuraghi, la viticoltura già la praticava. Lo raccontano i semi di vinaccioli, le brocchette e gli utensili legati al mondo del vino ritrovati in diverse aree archeologiche dell’Isola e risalenti a periodi ancora lontani dall’arrivo dei Fenici prima e dei Romani poi.

E nella terra dei Giganti di Monte Prama, nell’area archeologica di Sa Osa, si sussurra la storia di archeo-semi di cultivar a bacca bianca vicine alle varietà di Vernacce e Malvasia.

Semi che hanno tremila anni, i più antichi del Mediterraneo Occidentale. 

Lo racconta l’ultima scoperta arrivata nel 2015 dall’équipe archeobotanica del Centro Conservazione Biodiversità dell’Università di Cagliari.

Scoperta che potrebbe portare a riscrivere la storia del vino e della vite nel Mediterraneo

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Elicriso

Dalla tavola alla cura del corpo. Benessere e piacere che sa di territorio